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2006/9/17

Il Cielo

Fissavo il cielo
mutare umore come noi…
Si mostrava terso e raggiante
e poi, all’improvviso, imbronciato…
Cupi nuvoloni neri
si addensano attorno alle montagne,
galoppano spinte dal vento,
ricoprono la valle sottostante.
Il primo tuono è un brontolio lontano
che piano s’avvicina rotolando.
Un fulmine squarcia l’aria umida,
accende le nubi.
Precipitano i primi goccioloni
poi il cielo si dà sfogo in un pianto.
Ti sto pensando dopo il temporale.
L’arcobaleno è il sorriso del cielo
dopo le gocce di pianto delle nuvole…
Ritorna da me…
come una fetta di sole.
Riappaiano gioia e il desiderio
perché anch’io, come il firmamento,
desidererei sorridere ancora...

2006/9/10

Ancora

 C'é una relazione
tra il mio gelido niente
ed il mio triste nessuno,
C'é una causa latente
che mi porta a chiudere gli occhi
su ogni pianto confuso
a spiegare ali di carta ad ogni parola
che sprofonda soffocata dentro.

Quale? L'infinito.
Infinito é il mio cibarmi di dolore e pazienza.
Nel logorio di ogni utopia
non c'é felicità
che possa puramente afferrare...
...non c'é mai stata.
E' come un morboso farmi male,
é un circolo tortuoso incontrollabile,
monotonamente presente
che mi porta a dar ascolto al mio istinto
quale rinnegato traditore
della sua atea posseditrice.
Forse basterebbe che mi fermassi
nella guerra dell'adempiere
al mio inutile, denutrito
bisogno d'affetto.

2006/9/5

Condannato

 Il condannato a morte nella sua cella immagina
il proprio spazio di quattro metri per quattro come un grande paese.
Suppone che i rilievi del pavimento sono gli accidenti del terreno
e una lunga fila di formiche è la carovana di automobili che fugge dalla città. Lui è Dio e ha compassione di quelli che si trovano là sotto,
di quelli che sono fuori, perché non hanno tempo per sognare
e hanno bisogno di molti oggetti per sentirsi bene.
S’inventa una storia e ci si diverte con la libertà che manca agli umani.
Ride. Con la pena capitale fissata per il giorno dopo possiede un altro vantaggio sul mondo: conosce l’ora esatta della propria morte.
 
2006/9/1

Lontano

 Se in questa notte priva di stelle,
il tuo sguardo guarda lontano,
dove davanti non c'è niente,
eppure senti lui presente,
senti come se allungando la mano,
lo potessi quasi toccare.
Se nel silenzio della tua stanza,
senti risuonare le sue ultime parole,
e le senti come dolci carezze,
che t'accompagnano fino a domani.
Se il giorno passa distratto,
tra distratte persone intorno a te,
Se tutte le parole che ti vengono dette
restano chiuse al di fuori di te
e ti sembrano solo rimbalzare addosso.
Se il tuo cuore ti parla e continua...
continua a parlare, parlare, parlare...
non sapendo di farti un po' male.
Se quel dolore è fatto di sguardi,
di baci, carezze e dolci parole.
Se il ricordo che distrugge,
che a volte dentro ti distrugge,
è una voce che ti dice "ti amo";
non fuggire quel dolce ricordo,
perché lui non è fatto di passato,
accettalo dentro di te come cosa che passa...
perché al suo ti amo di ieri,
avrai oggi un altro ti amo...
solo una cosa ormai può cambiare,
la sua voce che invece che torno,
ti dirà sorridendo resto
e resterà...